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Che cos'è?
Il Comitato Per La Difesa Di Karl Louis Guillen è un'associazione Umanista
che lotta per l'abolizione della pena di
morte e per il rispetto dei diritti umani nel mondo. Attualmente
la nostra attenzione è incentrata in particolare sulla pena di morte
in USA, e sul grave stato del suo sistema giudiziario, perché il caso
che attualmente ci sta più a cuore è quello dello Statunitense Karl
Guillen, ma questo non ci distoglie dalla situazione mondiale e anzi,
il caso di Karl è per noi un trampolino di lancio che ci aiuterà a risolvere
altri casi come il suo, e questo dovunque nel mondo.
Che obiettivi ha?
Il nostro obiettivo è quello di informare in maniera chiara e decisa,
e di conseguenza sollecitare la coscienza pubblica, su cosa sia realmente
la pena di morte, e cioè un vero e proprio delitto di stato, una risposta
violenta, e sadica nella lentezza dei suoi riti, alla violenza del crimine
che lo stato dovrebbe punire e che si illude così di reprimere. La pena
di morte fonda inoltre le sue basi su una giustizia che è ben lontana
dall'essere "giusta" e rispettosa di TUTTI gli esseri umani. Altro nostro
obiettivo è quello di dimostrare, occupandoci in particolare del caso
Karl Guillen, che è possibile risolvere situazioni specifiche con una
decisa azione di solidarietà umana che coinvolga le persone, le organizzi
insieme e le orienti verso la soluzione concreta dei problemi. Riteniamo
essenziale che i due aspetti (azione generale e lavoro sui casi) vadano
assolutamente insieme.
Chi partecipa?
Il Comitato, fondato da membri del Movimento Umanista, è aperto a tutti
coloro che ne condividono gli obiettivi e collabora con altri gruppi
ed associazioni nella comune lotta contro la pena capitale; è inoltre
membro della Coalizione Italiana Contro
la Pena di Morte. Il Comitato promuove la formazione di sezioni
locali dello stesso e tende alla formazione di gruppi umanisti ovunque
sia possibile, perché solo la forza dell'azione comune potrà definitivamente
risolvere il problema. Vediamo molte persone ben intenzionate che si
mobilitano, sull'onda emotiva sollevata dai media, solo quando un condannato
sta per essere assassinato: a queste persone chiediamo invece di organizzarsi
con noi e portare avanti un'azione permanente CONTRO la pena di morte
e PER i diritti umani.
Chi è Karl Guillen?
E' uno dei tanti detenuti innocenti rinchiusi nelle carceri USA, e spesso
destinati alla condanna a morte, semplicemente perché non possono pagare
un'adeguata difesa legale. Lo stesso Karl era a un passo dalla pena
capitale quando ha scoperto la sua passione e il suo talento per l'arte
e la letteratura. Ha cominciato a scrivere, a dipingere e disegnare,
con la speranza di guadagnare qualcosa e pagarsi un avvocato. Ma ha
cominciato a scrivere anche perché chi è "fuori" sapesse quanto è spietato
e corrotto il sistema giudiziario Statunitense. Il suo primo romanzo,
"The
Grinder", ora edito anche in USA da Xlibris,
è il primo libro che sia riuscito a eludere la censura carceraria dal
1975, a parte alcune raccolte di poesie e di lettere. Il manoscritto
è stato portato in Italia e, per la sua ottima qualità, è stato pubblicato
dalla casa editrice Umanista Multimage
con il titolo de "Il Tritacarne". La Multimage
ha appena pubblicato anche "Five Things",
una raccolta completa di poesie dello stesso autore. Questi lbri fanno
parte di una campagna di solidarietà:
infatti tutti i guadagni derivati dalla loro vendita vanno in un fondo
creato per raccogliere il denaro necessario a Karl per pagare un avvocato
che dimostri la sua innocenza, o che almeno gli permetta di ottenere
una riduzione di pena e il trasferimento ad un carcere meno duro dell'attuale
unità di massima sicurezza dove l'isolamento continuo e i maltrattamenti
a cui è sottoposto, insieme agli altri detenuti, ne stanno minando la
salute fisica e psichica (vedi il suo articolo "Una
Unica Soluzione?" nella pagina Karl Scrive. Grazie in parte
anche all'azione del Comitato, Karl ora non rischia più la pena di morte;
è un dato di fatto che intervenire "prima" porti a risultati concreti,
e questa esperienza permetterà di aiutare tutti coloro che, condannati
ingiustamente come lui, lottano dietro le sbarre. Ma rimane l'obiettivo
di raccogliere i soldi necessari per le revisioni e gli appelli, ben
100.000 dollari! Come raggiungere questa cifra? Principalmente con la
vendita dei libri già disponibili e delle future pubblicazioni
dell'altro materiale che Karl ha scritto e sta scrivendo, poi con la
vendita dei suoi dipinti e disegni, e con iniziative come concerti,
spettacoli teatrali e manifestazioni organizzate anche da altri gruppi
che permettano di far conoscere il suo caso a più gente possibile, estendendo
così anche la rete degli aderenti al Comitato. Avvicinare il pubblico,
spiegargli, sensibilizzarlo alla causa di Karl e di altri come lui,
e questo sempre, non solo quando i media scoprono un "caso", rimane
il nostro obiettivo base.
Attività:
qualunque sezione locale del Comitato, gruppo, associazione o singola
persona può organizzare o partecipare alle seguenti attività (ovviamente
con l'appoggio del gruppo di coordinamento nazionale):
- Vendita dei libri già
pubblicati: il Comitato invia,
a chiunque lo desideri, copie dei libri in conto vendita (cioè con pagamento,
tramite c/c postale, contanti, assegno, vaglia, solo nel caso in cui
la persona sia riuscita a sua volta a vendere le copie in suo possesso).
- Presentazione
dei libri già pubblicati e di altri scritti di prossima
pubblicazione: si può fare in una libreria, in una sala, in un festival
estivo; il Comitato garantisce la presenza, l'arrivo dei libri e di
quant'altro si renda necessario.
- Manifestazioni di solidarietà:
è possibile organizzare concerti o altre manifestazioni i cui guadagni
siano destinati alla causa di Karl.
- Interventi ad altre
manifestazioni e dibattiti: possiamo
intervenire, dove permesso, ad ogni tipo di manifestazione o dibattito,
che sia ritenuto idoneo ad appoggiare la nostra causa, con un banchino
o uno stand, provvisto di materiale informativo sia cartaceo che audio
e video.
- Lezioni sulla pena
di morte: abbiamo preparato seminari
ed interventi sull'argomento "pena di morte" da tenere in scuole, presidi
universitari, centri sociali e ovunque sia gradita la nostra presenza.
- Trasmissioni
radiofoniche e televisive: abbiamo tenuto, e terremo, interventi
ed interviste in radio e televisione sul caso specifico e sul tema in
generale.
- Spettacolo teatrale:
"Il Tritacarne" è ora anche uno spettacolo, realizzabile in proprio,
od offrendone il copione ad una compagnia teatrale.
Per tutte queste attività il coordinamento nazionale del Comitato è
disponibile ad intervenire in ogni parte d'Italia richiedendo solo il
rimborso delle spese di viaggio sostenute.
Contatti ed ulteriori informazioni:
COMITATO PER LA DIFESA DI KARL LOUIS GUILLEN
Presidente: Daniela Annetta
Tel: 055/5520470
Responsabile editoriale Multimage: Olivier
Turquet
Potete contattare anche
direttamente Karl all'indirizzo qui sotto, ma prima leggete le norme
carcerarie che regolano la posta cliccando qui:
KARL
L. GUILLEN # 77614
ASPC - Eyman SMU II
P.O. Box 3400
FLORENCE, AZ 85232 - 3400
USA
Piccola panoramica del Comitato scattata il giorno del concerto
per Karl a Firenze il 19.11.00.
In piedi da sinistra: Patrizia, Daniela, Marzia, Cristina, Fiamma,
Alfredo.
Seduti: ?, Italo, Alessandra, Ilaria. Vedi altre foto nella nostra
Galleria.
A
Firenze il 26 Ottobre 2001
si è tenuta la riunione nazionale del Comitato in cui sono
state riassunte le attività svolte ed è stato fatto
il punto sulle attività future. Potete visionare e scaricare
il verbale d'assemblea qui.
Ricapitoliamo la situazione di Karl e
pubblichiamo questo aggiornamento per coloro che da poco visitano
il ns sito
4.11.02
Il Tritacarne si chiude con Karl
che attende una sentenza di morte nel Dicembre 1999. Era disposto
a morire pur di dimostrare la sua innocenza e non cedere a false
confessioni che avrebbero potuto liberarlo ma che avrebbero
anche costituito dei pesanti precedenti che lo avrebbero reso
per sempre schiavo del sistema "Giustizia" Americano.
Cedendo agli appelli della famiglia e degli amici accetta un
patteggiamento "No Contest", cioè non si dichiara
colpevole ma nemmeno contesta la sentenza che da omicidio di
1° grado scende a omicidio di 2° grado. La condanna
a morte è scongiurata ma gli danno 20 anni da scontare
nelle carceri dell'Arizona. Karl spera di essere almeno trasferito
in un carcere normale, ma lo accusano di far parte di una gang
per cui è tuttora in isolamento nel durissimo SMU II,
dove la sua salute sta peggiorando di giorno in giorno. Non
potendo più fare affidamento sugli avvocati d'ufficio,
e non avendo denaro per assumerne uno appropriato, decide di
difendersi da sé, ma nessun giudice ascolta un semplice
detenuto; le sue richieste d'appello vengono sistematicamente
rifiutate, così come la richiesta di commutazione presso
la corte dello stato basata sulla incostituzionalità
del regime di isolamento a cui è sottoposto. Rimane da
chiedere la commutazione presso la corte federale. Unica nota
positiva è che pare che la corte federale abbia ammesso
la incostituzionalità di un regime di isolamento così
duro, prolungato e ingiustificato e che abbia imposto al Dipartimento
Carcerario dell'Arizona di trasferire alcuni detenuti, cosa
che pare stia avvenendo, seppur molto lentamente e fra le contestazioni
che lo stato dell'Arizona solleva. Cumunque da tempo Karl attende
un trasferimento in un carcere normale, si parla del carcere
di Winslow.
Nel frattempo Karl continua la sua vita da murato, scrivendo
romanzi e poesie e disegnando, seguendo la sua situazione legale
e corrispondendo con i suoi amici.
Il Comitato prosegue la sua attività di appoggio raccogliendo
fondi e promuovendo i suoi libri.
Ma purtroppo la situazione di Karl si sta ulteriormente complicando;
gli appelli che presenta vengono sistematicamente rifiutati,
gli hanno sequestrato la macchina da scrivere, con gravi conseguenze
per Karl che non può scrivere a mano da quando, anni
fa, gli ruppero il pollice della mano destra, oltre a tutto
questo, l'hanno messo in punizione e in regime restrittivo,
non può più telefonare in Italia e si teme che
non potrà comprare cibo allo spaccio di Natale. Lo hanno
messo in punizione perché "sta su Internet",
perché il Comitato ha creato questo sito per lui. Pare
che tutto sia partito da una nuova legge dello stato dell'Arizona
che vieta di costruire siti contro la pena di morte (leggetevi
l'articolo del 23.7.02 su http://punto-informatico.it/p.asp?i=41027).
Nel nostro caso, non essendo cittadini Americani, non ci possono
vietare di fare il sito, ma ovviamente si vendicano su Karl,
aumentando i soprusi quotidiani. Karl ci ha detto che non cederà
al loro ricatto e ha invitato anche noi a non cedere, e non
abbiamo intenzione di cedere, ma non sappiamo cosa ci riserva
il futuro, temiamo per Karl e temiamo che gli vengano anche
proibite le visite speciali dall'Italia, per cui ai membri del
comitato che sono andati a trovarlo in passato non verrà
più permesso di tornare. Avvieremo una campagna di protesta.
Sono state già spedite lettere al vice-direttore Marshall
e ai due ufficiali che l'hanno messo in punizione (scarica il
testo Inglese qui). Abbiamo anche
preparato una petizione da spedire al Direttore dell'ADOC Terry
Stewart che potete scaricare qui.
L'indirizzo del Direttore Stewart (più altri indirizzi
utili) lo trovate qui.
Vi terremo informati degli sviluppi su questo sito.
Passiamo ora ai messaggi di Karl
e di alcuni membri del Comitato. Li trovate nella pagina dedicata
alle lettere.
"Costruire più
prigioni per affrontare il crimine è come costruire più
cimiteri per affrontare un male fatale". ROBERT GANGI,
esperto carcerario
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