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Copertina Tritacarne


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Copertina The Grinder


 


Karl Louis Guillen è nato il 25 Agosto 1967da Billie Lee Querl sotto il nome di Querl. A Steven Michael Caldwell, suo padre naturale, fu detto che Billie aveva avuto un aborto spontaneo e che Karl era morto. Caldwell, che fu incarcerato poco dopo la sua nascita, non sa che suo figlio è vivo. Karl non ha saputo nulla di Steven fino alla tarda adolescenza.
A 14 anni, a causa di problemi familiari, viene mandato in un Boys Ranch in Texas dove esiste un istituto di rara durezza. A 17 anni fugge e, nonostante venga inseguito, fa più di mille miglia in autostop per tornare a casa. Al suo arrivo apprende di essere stato mandato via perchè sua madre e il suo patrigno (Leonardo Guillen) stavano divorziando.
A casa frequenta la scuola e vive con la madre, finchè un giorno Karl e un suo amico del Boys Ranch commettono un furto in un negozio di articoli sportivi. Il suo amico viene sorpreso con dei fucili, Karl viene sorpreso con una pistola e viene arrestato. Per un anno, poiché non vuole tradire l'amico e si addossa la colpa, viene tenuto in un campo giovanile.
Tornato a casa comincia a frequentare il collegge e a lavorare, ma scopre presto che il colegge è noioso e opta per la vita militare, per avere un'istruzione migliore ma anche per stare lontano dai guai.
Dopo un addestramento di base nel gelido inverno di Fort Sill Oklahoma nel 1986, Karl viene mandato in Corea del Sud, ma capisce presto che autorità ed ipocrisia sono la stessa cosa e viene subito congedato.
Tornato a casa in California, scopre che il suo patrigno Leonardo sta morendo di cancro e una mattina, colto da un presentimento, va a casa sua e lo trova nel bagno agonizzante. L'ultimo respiro, il suo sguardo...Leonardo non ha mai detto a Karl, il suo unico figlio (adottato o no) che lo amava.
Con tutti i suoi risparmi e la Volkswagen del 67 che ha ereditato parte per la Florida per star lontano da litigi e problemi di testamento, ma il motore della Volks fonde a metà strada tra la California e Phoenix, Arizona. Uno sconosciuto, Richard Ricci, gli offre l'uso del suo garage per ripararla, gli affitta una stanza ed entra in confidenza con lui. Pochi giorni dopo, mentre è al bar con Rick, qualcuno gli ruba il portafoglio con il denaro e tutti i documenti. In seguito Richard gli chiede di trasferirsi, di andare a vivere da Dolly, una sua amica che ha preso Karl molto in simpatia. Karl e Richard caricano tutti i bagagli in un furgone e si dirigono a casa di Dolly ma si fermano in una sala da biliardo dove Karl beve tanto al punto che il gestore si rifiuta di servirgli altri alcolici. Ripartono ma a un semaforo Richard accelera. La polizia li sorprende e comincia la caccia. 20 automobili e degli elicotteri finchè scoppiano i pneumatici e Richard e Karl, strafatto d'alcool, fuggono. Richard gli urla di prendere la cosa più costosa. Karl, incapace di prendere i vestiti e i bagagli, afferra una pistola pensando di rivenderla e ripagarsi il bagaglio perduto. Karl inciampa lungo la scarpata in discesa dell'autostrada e cade in un fosso sopra la pistola. Pochi minuti dopo un agente di polizia, Greg Yeager, salta addosso a Karl completamente ubriaco, mentre Richard urla che non era lui a guidare (un'auto della polizia era stata colpita due volte).
Sotto custodia Karl non dice una parola mentre Richard lo incolpa di tutto. Richard viene rilasciato e Karl viene messo in libertà provvisoria su cauzione di 250 dollari pagata da Dolly. Quando si reca all'udienza scopre di essere stato accusato di due capi d'imputazione per violenza aggravata e altri due capi d'imputazione per traffico di merce rubata. Inoltre scopre che Richard Ricci è stato assolto da tutte le accuse perché ha fatto la spia contro di lui.
Successivamente torna a casa di Dolly dove alla fine lui e Casius (un ex compagno d'armi) si imbattono in Michael K. Barber che avevano conosciuto sotto il militare. Michael lavora illegalmente in un negozio d'armi. Dopo aver chiacchierato con Karl e Casius per due ore dopo il lavoro Karl decide di non rivedere Barber. Gli dà un numero di telefono sbagliato perché non vuole ulteriori incontri.
Lungo il ritorno verso la casa di Dolly da quella di Casius, il traffico si trasforma in soldati con maschere nere che colpiscono l'auto di Karl e gli puntano addosso le pistole. Viene arrestato, questa volta per tentata rapina di un negozio. Barber ha raccontato alla polizia che Karl ha detto che avrebbe rapinato il negozio (si parla anche di tentato rapimento del titolare. N.d.R.) Dall'Ottobre 1988 al 1990 lo Stato ha cercato di indurlo a dichiararsi colpevole in cambio di una pena più mite ma Karl ha sempre insistito di essere innocente dall'accusa di violenza (e minacce alla polizia) e tentata rapina. Un giovane querelante, desideroso di far carriera, Patrick J. Schneider, lo ha trattato come un criminale abituale, nonostante Karl non abbia mai avuto guai con la giustizia nella sua vita prima d'ora e non abbia mai fatto male a nessuno. Karl ha avuto 19 anni per la prima imputazione e 26 anni per la seconda, e nel Gennaio del 1990 è stato mandato nel carcere più pericoloso dello stato: The Walls, o Unità Centrale, a Florence, Arizona. Ma ha sempre combattuto per la sua innocenza, per essere produttivo e aiutare gli altri (altri detenuti che come lui hanno bisogno di consigli legali, visto la cultura che si è fatto in carcere. N.d.R.), ma dato che è un detenuto viene stigmatizzato dalle circostanze, non importa quanto il sistema sia stato ingiusto nei suoi confronti.
Nel 1993, in un'affollata sala mensa, viene ucciso un gangster vicino al suo tavolo da 4 posti. Un agente ha detto di aver visto "qualcuno più tardi identificato come Karl L. Guillen". Un'altra guardia ha detto di aver visto due risse. Ma è Karl che viene portato in isolamento dove per 7 anni lo hanno minacciato con la pena di morte, torture e privazioni sensoriali. Durante questo periodo sua madre, preoccupata per il figlio, viene colpita dal cancro. Lo Stato ha offerto a Karl di dichiararsi colpevole. Karl ha detto "NO". Allora lo Stato gli ha offerto non di dichiararsi colpevole, ma "no contest" (non contenzioso) per una pena dai 10 ai 20 anni a cominciare dal 1993. Karl, per la sua famiglia, per i suoi amici in Italia, e perché sperava di ricevere solo 10 anni, ha accettato un patteggiamento di difesa "no contest".
Ma non finisce qui. All'udienza finale arriva solo, incatenato, ammanettato, al tribunale di Pinal County, dove scopre che i suoi avvocati "hanno dimenticato" di chiamare tutti i test a discarico e hanno mancato di presentare le petizioni dall'Italia e da parte di amici personali. Inoltre il giudice era in relazione con uno dei suoi precedenti avvocati, che aveva rassegnato le dimmissioni per "ragioni etiche". Il giudice Don ha dato a Karl la pena massima di 20 anni basata su delle menzogne.
E' stimato che per le 3 cause, Karl adesso abbia bisogno di circa 33.000 dollari l'una, per un totale di 100.000 dollari. Qualsiasi piccola cosa aiuta per assumere un avvocato decente.

Auto-biografia riveduta e corretta dall'autore. Karl L. Guillen - Florence Gennaio 2001




Lo conosco bene, il brivido dell'omicidio decretato dallo stato, brivido che ora prospera nel "Sistema Giudiziario" Americano. Un sistema ammesso come imperfetto. Dal 1990, e fino al 1992, ho vissuto a 20 metri dalla "Casa della Morte", com'è chiamata in Arizona. Quando hanno ucciso Danny Ray, la prima esecuzione in Arizona dopo un certo tempo, ho visto il fumo di cianuro espulso da una canna fumaria arrugginita posta sul tetto proprio per quello scopo. Ed è sembrato come se, dentro quel gas di un blu acceso, un anima venisse liberata dalla Terra. Quindi i macabri spettatori sono usciti dall'edificio di mattoni rossi parlando e ridendo, ma non tutti, nonostante sembrassero così in contrasto se paragonati alla maggioranza della popolazione Americana, che è certamente gentile, caritatevole e generosa, ma che a volte è anche disinformata di tutti i fatti.
I fatti: l'essere umano è imperfetto, ergo, qualsiasi sistema creato da esseri umani, che impieghi o usi esseri umani, non sarà mai priva di colpa. Approssimativamente il 10% di tutti i testimoni oculari identifica il soggetto sbagliato, e dal 5 al 15% di tutta la gente detenuta in America è in realtà innocente. Oserei dire che anche quelle persone che si dichiarano colpevoli lo fanno per un delitto che in certi casi non hanno commesso semplicemente per sfuggire alla pena di morte (conosco bene quest'ultima questione). Infine, non è una coincidenza che quasi tutte le persone sotto mandato di esecuzione, o che attendono un processo su cui pesi la minaccia di pena di morte, siano povere (la razza ha il suo peso in certi procedimenti, ma i soldi o la loro mancanza, per pagare la Giustizia, è alla fine il fattore decisivo).
Potremmo dare la colpa al denaro, o ai pregiudizi razziali o religiosi, o a migliaia di altre ragioni che gli esseri umani usano per i loro pregiudizi e preconcetti. Potremmo dare la colpa ai governi, come per esempio Cina, America e altri governi simili che non sono guidati da una qualche forma di dogma religioso. Potremmo dare la colpa alle popolazioni dei paesi che commettono e condonano questi delitti permessi. Potremmo incolpare i media che propagandano paranoia e un elevato senso del crimine per fare audience, il che ci riporta al denaro. O possiamo non incolpare nessuno, e iniziare a fare qualcosa. Illuminare i non-illuminati. Istruire gli ignoranti. Perdonare chi non è stato perdonato. Opporci alla propaganda, vincere queste falsità con la verità, con l'umanità, con la benevolenza imparata da voi nazioni di civilizzazione più antica. Aiutare chi non ha aiuto. Se una persona facesse una piccola cosa, allora quella piccola cosa diventerebbe una grande cosa se combinata con le altre.
Come ho detto, conosco la morte da vicino, perché aspetto un processo che implica la condanna a morte. Sono rinchiuso in una cella d'isolamento da 6 anni, martellato dalla follia che mi circonda, dalla mancanza di umanità e di altri elementi che voi probabilmente prendete per scontati. Io non ho appoggio, non ho soldi per pagarmi questo appoggio e questo è il mio dilemma: mentire e salvare la mia vita e prima o poi uscire di prigione, o morire per la mia innocenza ed essere un martire per chiunque abbia udito le mia grida? Cosa fareste voi? Questa è la posizione in cui oggi si trovano molte persone negli Stati Uniti d'America.

Karl L. Guillen - Florence Novembre 1999



Io sono sette-sette-sei-uno-quattro. Mia designazione attuale: detenuto. Mi sono ritrovato inavvertitamente prigioniero nel sistema giudiziario Americano e in quanto tale sono a carico di chi paga le tasse. Su grande scala gravo il mondo con la mia stagnazione forzata. La mia casa è una cella quadrata di otto piedi, e i miei vicini sono una mescolanza di folli, o ci stanno per diventare. Non lasciando mai questa recinzione di cemento e acciaio il mio corpo si è evoluto. Vedo le mie ossa avvolte in viticci verdi e sono accecato dal sole, per quanto ho avuto solo due occasioni in sette anni su cui basare questa teoria. Il mio sistema interno rifiuta l'acqua, la base della vita, ma i miei carcerieri medicano e consolano, garantendo il mio benessere.
Sono un prodotto da un trilione di dollari l'anno e il vergognoso catalizzatore di milioni di lavoratori: avvocati, giudici, poliziotti, pubblici ministeri, polizia, amministratori carcerari, senatori, legislatori, industrie edilizie, industrie di computers, dottori, industrie farmaceutiche e tutto lo staff di supporto intrecciato con i complessi lavorativi della crescente industria carceraria Americana. La loro vita deriva dalla mia cattività ma non dalle mie azioni, perché le mie sentenze di 26 e 18,75 anni non si basano su nessun crimine esistente.
E non è una sorpresa da poco che gli abusi prosperino nell'ambito del trattamento, del controllo di polizia e dello sfruttamento del prodotto umano. Sicuro, crimini vengono commessi, ci sono vittime, ci sono innocenti e ci sono dei colpevoli. Ma ci ritroviamo bloccati dalla nostra stessa creatività legislativa e giuridica, costretti a rinchiudere i nostri concittadini, a piantare altri semi per la messe di spartizione dei contribuenti delle prossime annate fiscali. Molti di coloro che approdano dietro i cancelli di acciaio e cemento sono quelli finiti per caso dentro la pianta carnivora dell'opulenta industria giuridica Americana, dove invece di porte scolastiche ci sono nuove scintillanti porte di celle, e dove invece che apprendimento e riabilitazione immagazziniamo e alleviamo l'istituzionalizzazione.
Non è difficile ritrovarsi negli ingranaggi del tritacarne perché, come per qualsiasi merce di valore, il governo trova vari mezzi per acquisire il prodotto. C'è un interesse nazionale nel tenermi in prigione che permea e corrompe la giustizia reale che ci rifiutiamo di servire. La dicotomia è complessa. Senza l'industria delle prigioni il monopolio da un trilione di dollari andrebbe perso, ma per far cadere questa bestia sarebbe necessario affrontare le sue zanne per raggiungere la gola e afferrare il cuore del mostro. Crimine e punizione, riabilitazione o istituzionalizzazione, controllo poliziesco o insegnamento, vendetta o perdono. Le scelte in genere sono chiare, anche se a volte infangate dalle dispute politiche o dalle lacrime delle vittime. Ma la maggior parte delle voci sono mute davanti alle menzogne e all'ingiustizia che trascendono gli occhi bendati dei processi e degli appelli, perché si fermano allo stadio iniziale. All'arresto, dove nei verbali non ci sono così tante bugie quante quelle su cui si basano. All'accusa, dove il pubblico ministero porta imputazioni di gran lunga più severe dell'effettivo crimine fisico o dell'intento. Al momento in cui l'imputato di un crimine arriva alle fasi preliminari del processo può trovarsi ad affrontare decine o centinaia di anni di carcere. Questa minaccia è il maglio usato in America da ogni pubblica accusa per spingere pesantemente il non-così-colpevole e persino il cittadino innocente fra le grinfie del patteggiamento. E allora tutti questi "crimini" spariscono, svanendo nel nulla una volta che il patto è fatto, come se non fossero mai esistiti. E a volte non sono mai esistiti.
Sia maledetto colui o colei che rifiuta il patteggiamento perché non c'è coscienza in questo gioco, dove giovani pubblici ministeri della classe media controllano la vita delle classi inferiori o sfortunate, e dove i giudici sono spesso tenuti fuori dal giro fino al processo, o hanno le mani talmente legate da bandiere elettorali o da favori che le loro decisioni raramente riflettono la giustizia che hanno servito.
In carcere abbiamo scordato cosa sia veramente il giorno e la notte, e in questa ineluttabile ignoranza i giudici elargiscono anni come giorni, decenni come anni e la morte come ai Cristiani nella Roma del primo secolo. Questi stessi giudici sono stati forzati a diventare politicanti per essere rieletti e si sono perciò corrotti in queste acque, essendo debitori di favori ai donatori del fondo campagna elettorale, sopratutto associazioni di pubblici ministeri e altri squali con i loro personali ordini del giorno.
Eppure io sono su un'altra strada, in via di costruzione, dove uno vive ma non parte mai, esiste ma non respira mai. Ma la strada percorsa non è la strada presa.
Io ero un viaggiatore esausto, perseguitato, in fuga dall'incubo della morte, in fuga dagli occhi castano scuro di mio padre che li ha fissati su di me in uno scuro mattino estivo nel 1988. Ho toccato la sua guancia, troppo tardi per fermare la morfina che aveva usato per volare via dal suo corpo tormentato dal cancro. E questo volo io l'ho osservato svolgersi ma mi ha lasciato l'anima scavata, lo spirito pesante. Quel conforto che posso aver dato mi ha lasciato esausto, mi fa procedere a fatica, vagando alla cieca, guidato da destini crudeli fin dentro la trappola del sistema giudiziario Americano.
La mia carne è stata lacerata e il mio cervello danneggiato in questi ultimi anni e anni di isolamento. La mia pelle non sa cosa sia un contatto e la mia memoria ha scordato quell'unione con gli esseri umani miei compagni, sia fisicamente che spiritualmente. Il mio futuro è una vasta landa desolata, un futuro che si fa più vago ogni anno che passa. Le mie mani sono state spezzate per meno parole di queste, mentre la giustizia fa finta di non vedere, ma io continuerò a combattere finché la follia o la morte mi prenderanno per la gola e e mi chiuderanno la bocca. Porto le cicatrici di centinaia di battaglie e ogni giorno mi sveglio al suono della morte che affila la sua falce. Animali vagano intorno, le loro urla e i loro gemiti pieni di dolore infettano la mente più resistente. Ogni momento che passa mi stuzzica una crudele speranza, un fantasma che non appare né parla ma esiste in forma di appelli e ricorsi post processuali. Ma anche ora lo stato e il governo federale cercano di ridurre queste sicurezze in nome dell'economia. La giustizia sia dannata per quel 5-15 % di esseri umani innocenti che sono diventati il prodotto della vera industria carceraria che tira le fila dei politicanti marionette.
Non voglio scoprire un termitaio, non getto un sasso nello stagno senza ragione. Io chiedo semplicemente: che vorrebbero avere quelli fuori da queste celle di acciaio e roccia? Per loro è così caro l'assegno settimanale e la pace è talmente dolce da essere comprata al prezzo di catene e requisizioni, carceri e politici folli di potere, ubriachi del frutto dell'assolutismo?
Mi chiamo Karl Louis Guillen, ma nessuno mi ha chiamato col mio vero nome in dodici anni. Sono un detenuto per crimini dei quali non esiste prova alcuna che siano accaduti. E nemmeno potrebb esistere. Un giorno, dicono, sarò rilasciato nuovamente in mezzo a voi e nonostante le mie cicatrici e i miei lividi invisibili possano sembrarvi ripugnanti, vi chiedo pazienza perché non saprò se questa follia sarà fermata o sarà momentanea. Se rinascerò di nuovo da queste tombe di roccia, sarò stato purificato dalle fiamme dell'inferno che devo attraversare, e non avrò paura perché le mie ali avranno già affrontato il pù spaventoso degli uragani, e ho già sentito le fitte di migliaia di fruste sul mio spirito ad ogni comando.
Mi chiamano "il peggio del peggio", "mostro", "stupido", "frivolo" e una "minaccia per la società", nonostante non abbia mai fatto loro del male o li abbia mai minacciati. anche se non ho li mai combattuti o minacciati. Ma questo atteggiamento tiene su di giri coloro che servono il padrone e l'industria carceraia, con uno scopo e un nemico, nonostante noi siamo uno e lo stesso. Esseri umani.
Sono stato emarginato insieme a milioni di altri che non sono riusciti a vedere le lance preparate dal sistema giudiziario Americano. La libertà non è libera, né facile da mantenere perché l'errore dell'uomo sta nella sua usurpante natura che domina e cerca altro potere. Comunque una tale evoluzione deve essere monitorata con attenzione prima che raggiunga il punto nel quale le distinzioni cambiano: da giustizia a ingiustizia, da legittimo controllo da parte della polizia a stato poliziesco, da libertà a fascismo.


Karl L. Guillen - Florence Maggio 2000




Negli Stati Uniti d'America ci sono oltre 2.000.000 di detenuti, in proporzione circa un detenuto ogni 150 cittadini liberi. Gli USA hanno sorpassato tutti gli altri paesi nella percentuale di popolazione carceraria e la cosa è in incremento (American National Institute of Justice, Statistics). Proprio mentre i cittadini cominciano a raccogliere le conseguenze culturali delle "guerre" politiche, siano esse contro droga, armi, criminalità ecc., noi, in quanto umanisti, dobbiamo ancora una volta indagare le mire burocratiche del sistema carcerario al di là delle macchinazioni politiche e mediatiche che sostengono e propagano un'isteria nazionale riguardo una germogliante criminalità e un sentimento anti-detenuti. L'America sta tornando indietro nel tempo in quanto a riabilitazione, diritti umani e custodia dei nostri, si, dei NOSTRI criminali.
Dopo Attica nel 1971, dove 43 esseri umani morirono per ordine di Rockfeller, come in una caccia alle anitre, l'attenzione dell'America si focalizzò momentaneamente sullo stato delle sue prigioni, attirata non solo dalla persistente crudeltà in quasi tutte le carceri Americane ma anche dalle grida dei morti. Molte persone nel mondo non sapevano, e non volevano sapere, della storia Americana degli abusi sui carcerati. Comunque negli Stati Uniti i detenuti sono sempre stati soggetti ad abusi e maltrattamenti. Dagli anni 40 ai 70 i prigionieri sono stati esposti a esperimenti sulle radiazioni (Prison Legal News, March 1999, Can Prisoners Glow In The Dark?). Uno dei padri delle odierne sperimentazioni mentali sui detenuti è il professore in psicologia Dott.Edgar Schien del M.I.T. (W.W. Norton, N.Y. 1961, Coercive Persuasion). Infatti ad un seminario del MIT del 1962, il Dott. Schien ha spiegato "come tecniche fisiche, psicologiche e chimiche di coercizione inflitte a prigionieri di guerra Americani potessero essere usate sui detenuti comuni nelle carceri Statunitensi (Harper's, August 1978, by Jessica Mitford, The Torture Cure). In aggiunta a questa disumanizzazione abbiamo lo psicologo dell'Università del Michigan Dott. James V. McConnel che ha paragonato la psiche umana a quella dei vermi piatti e dei ratti, facilmente manipolabili con tecniche comportamentali (Psychology Today, April 1971, Criminals Can Be Brainwashed-Now). Quindi non c'è da stupirsi che, quando l'America ha guardato dentro le proprie carceri dopo Attica, il mondo sia rimasto orripilato. E dei cambiamenti sono stati fatti. Educazione, riabilitazione e impieghi nel lavoro erano diventati la norma nella routine dei detenuti e il recidivismo aveva cominciato a scendere.
Dagli anni 80 ad oggi, mentre gli Stati Uniti e il mondo dormivano cullati da un falso senso di sicurezza offerto loro dagli avvocati penalisti e dalla propaganda di stato, le carceri sono tornate ai loro vecchi metodi. Adesso gli Stati Uniti e i loro legislatori, spinti dai media e dalle iperbole politiche in uno stato di sentimenti contrari ai detenuti, hanno silenziosamente svuotato e spogliato questi produttivi programmi. I Peel Grants (sussidi per la riabilitazione. N.d.R.) sono stati smantellati. La riabilitazione e i programmi professionali che non fanno risparmiare denaro ai carcerocrati, e anzi favoriscono le relazioni pubbliche, sono stati tagliati via come tante erbacce secche. L'obiettivo della riabilitazione nel sistema carcerario Americano non esiste più.
I detenuti oggi non hanno nessuna opportunità di uscire dal circolo vizioso del recidivismo, e mentre il crimine diminuisce e la popolazione carceraria cresce, i politici non hanno ancora fatto due più due. La crescita della popolazione carceraria è il diretto risultato del fallimento del sistema di riabilitazione di quell'uno su centocinquanta di noi che sono caduti in quel tritacarne che è il sistema giudiziario Americano.
Il complesso industriale carcerario del giorno d'oggi sta tornando indietro nel tempo, costruendo camere di tortura e magazzini di esseri umani, mentre si sovvertono i risultati e gli accordi della Corte Suprema degli Stati Uniti e dei Trattati Internazionali con una destrutturizzazione creativa. Dentro questi inferni, chiamati Special Management Unit (SMU) o Special Housing Unit (SHU), continuano gli esperimenti sotto forma di deprivazione sensoriale, denutrizione (SMU II in ADOC, Florence, Arizona), piccole torture, oppressione e abusi. Uomini sono lasciati a languire per anni senza alcuna interazione umana o sociale, spesso si rivolgono al suicidio, o alla lobotomia chimica, offerta liberamente da qualsiasi psichiatra carcerario degli Stati Uniti, proprio per annebbiare i propri sensi al dilagante vuoto che è la vita dentro i magazzini di umani.
Il sottile fascismo insito nell'industria carceraria ha cominciato ad insinuarsi nel mondo fuori dalle sbarre, inquinando non solo l'idea di America, ma anche la mentalità dei suoi ambasciatori e rappresentanti. Gli slogan propagandistici, "duri contro il crimine ", "guerra alla droga" e simili stanno uccidendo la gente non solo negli Stati Uniti ma anche in Colombia, Argentina e altre nazioni produttrici di coca e oppio. Perché? Perché la burocrazia creata da questi slogan di guerra è diventata troppo potente, troppo radicata con il complesso industriale carcerario che si sta diffondendo non solo in USA ma in tutto il mondo.
Sono 7 anni che vivo in una cella grigia e mi sono negati tutti i contatti umani, a parte il tocco dei bracccialetti di gelido acciaio ai polsi e alle caviglie quando mi devono spostare come un qualsiasi animale dello zoo troppo pericoloso per essere avvicinato senza gas o un'arma. Dall'Ottobre 1999 sono soggetto di esperimenti, come tutti i detenuti dell'SMU II* Ala 4, e mi è negato cibo sufficiente per mantenere il mio peso. Ho perso 23 chili in un anno. Io so, come sanno molti che hanno letto Il Tritacarne (Multimage - Giugno 1999), che vivendo in questo sotterraneo sono diventato allergico all'acqua e la luce viva mi acceca. Perché non ci è permesso di comprare cibo, come potevamo fare prima dell'Ottobre 1999? E perché i "carcerocrati" non ci vogliono nutrire adeguatamente? Forse perché la mentalità dell'industria carceraria si è abbassata a tanto: torturare e trattare esseri umani come bestie? Così poco tempo passerà prima che si stanchino delle mie nude ossa e passino a prede più grasse… come voi.
Questo circolo vizioso ci influenza tutti e nessuno di noi è al sicuro da questo futuro che dà ascolto alla Russia di Stalin, se dovessimo permettere la perpetuazione di questi abusi, di queste condizioni carcerarie non-riabilitative e di questa ignoranza.
Tutto quello che dobbiamo fare è aprire gli occhi e di chiudere le orecchie alla propaganda dei media, o avere abbastanza buon senso da saper distinguere i fatti dalle bugie.


Nota personale: se volete aiutare Karl a raccogliere denaro per la sua difesa legale, facendo donazioni o aiutandolo materialmente, continuate a seguire questo sito (Comitato Per La Difesa Di Karl Louis Guillen http://www.umanisti.it/karl/home.htm o contattate Daniela Annetta
E se volete donare a Karl un po' del vostro tempo, magari scrivendogli:
KARL L. GUILLEN #77614
ASPC/EYMAN/SMU II
P.O. BOX 3400
FLORENCE, AZ 85232-3400 (U.S.A.)

Altre opere di Karl L. Guillen possono essere trovate sul sito xlibris.com o nei siti sopra citati. Vi ringrazio.

Karl L. Guillen - Florence 30 Marzo 2001

* Nota della Redazione. L'SMU I e II (Special Management Unit-Unità Amministrazione Speciale), dette più semplicemente "Unità di Massima Sicurezza" e altre "Unità di Media Sicurezza", fanno parte del complesso Eyman, così chiamato in ricordo di Mr. Eyman, un direttore del passato. Questo complesso si trova all'interno della città carcere di Florence, a metà strada fra Phoenix e Tucson, ma tutto il centro-sud dell'Arizona è disseminato di complessi carcerari sperduti nel deserto, ovviamente per dissuadere qualsiasi tentativo di fuga. Non creda il fuggitivo di trovare rifugio nelle cittadine vicine perché tutta la popolazione inizierebbe una spietata caccia all'uomo, come spiega Karl in Betrayal Of Innocence, altro suo romanzo di prossima pubblicazione presso Xlibris.
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"L'Unità di Amministrazione Speciale II (SMU II) è la prigione più sicura dell'intero sistema carcerario dell'Arizona. E' una struttura moderna, altamente tecnologica nella quale le porte vengono aperte, chiuse e sigillate attraverso computer a schermo digitale. I detenuti sono incarcerati uno per cella per 23 ore al giorno su 24 ed è permesso loro di uscire solo per la doccia e per la ginnastica 3 ore alla settimana. Ospita detenuti pericolosi, aggressivi e con problemi comportamentali.
Terry Stewart, direttore dell'ADOC (Arizona Department Of Correction/Dipartimento Correzionale dell'Arizona) ha detto: La tecnologia e il design dell'SMU II (...) preclude visite con contatti fisici. (...) E' come una fortezza di massima sicurezza. (...) Un tentativo di fuga sarebbe virtualmente impossibile da effettuare".


Informazioni e articolo sull'SMU II tratti dalla pagina del sito dell'ADOC http://159.87.93.76/news/1997/news0903.htm - A causa dei link inadeguati, la navigazione in questo sito non è facile. Consigliamo di partire dal seguente indice, non facile da trovare http://www.adc.state.az.us/TEXT/indextext.htm
E' comunque un sito altamente consigliato perché molto istruttivo (!).



Il 19 Settembre 1996, il diciassettenne Johnny "Peppi" Sanchez fu arrestato per: Imputazione # 1 Possesso di Eroina e Imputazione # 2 Tentata Distruzione delle Prove, dopo che suo padre, recidivo per la sesta volta, aveva mandato di corsa Peppi a buttare la droga nel gabinetto mentre la polizia sfondava la porta della loro casa a Phoenix Est. Peppi non ce l'ha mai fatta.
Dopo l'ammissione di colpevolezza e la sospensione condizionale della pena, Peppi è andato a vivere con la nonna. Il 26 Settembre 1998, nel cuore della notte, la polizia sfondava nuovamente la porta di casa di Peppi. Dopo essere stato rassicurato che la nonna non stava avendo un attacco cardiaco, Peppi fu arrestato e portato in città con l'imputazione di omicidio. Il movente era il solito "affare di droga andato male". Peppi era stato identificato da un informatore della polizia locale che aveva dichiarato: "Un ragazzo Chicano, capelli e occhi neri, circa di un metro e mezzo, un metro e sessanta…Posso avere una sigaretta?"
Durante il processo furono presentati i precedenti di Peppi per dimostrare il "movente" e "l'assenza di errore". Non esisteva nessuna prova che lui avesse commesso l'omicidio, a parte Frank Hidalgo, l'informatore, che insisteva a identificare Peppi come lo sparatore in cambio di un patteggiamento per un caso differente.
L'idea che dei precedenti penali possano essere presentati contro un imputato che sta affrontando un processo per accuse completamente diverse è un concetto che non sta in piedi, con una pubblica accusa che spinge per dei criteri d'indulgenza verso l'introduzione nel dibattimento di qualsiasi precedente e degli avvocati difensori che si appellano alla discrezionalità del giudice, e poi solo dietro cauzione. Qualsiasi criterio venga usato dalla nostra Corte Suprema, le conseguenze di un'errata definizione della pertinenza dell'introduzione di precedenti nel processo sono gravi.
Il problema sorge, come nel caso di Peppi, quando i giudici concedono clemenza al pubblico ministero, soprattutto se giovane e con la voglia di vincere ad ogni costo, permettendo perciò allo Stato di sostenere un collegamento quando non c'è. Non c'è nessuna prova che Peppi abbia mai spacciato o usato droghe, e i registri del tribunale minorile indicano che non ha mai perso un giorno di scuola. Il suo unico collegamento con la droga è stato quando il padre gliel'ha fatta buttare nel gabinetto. Questo l'unico collegamento che attira l'attenzione, come ha fatto nel caso dei giudici e ha corrotto l'innocenza del diciannovenne Peppi. Con i dettagli di questi precedenti la giuria alla fine ha creduto che Peppi fosse uno spacciatore e che avessse cercato di celare questa prova nel suo passato (cioè, è un disonesto). E una volta che l'innocenza è stata macchiata la sua "presunzione" in un altro caso viene rovesciata molto più rapidamente da illazioni e insinuazioni.
Certamente i precedenti sono utili strumenti dell'accusa, e spesso sono opportunamente usati secondo i principi che regolano le deposizioni per dimostrare che un imputato ha un movente, un intento, un'opportunità, una preparazione, una conoscenza, un piano e che non c'è stato errore o casualità (vedi Rule 404 (B) Rules of Evidence, State and Federal, U.S.). Ma, e qui sta il dilemma, la mitezza della discrezionalità data dai giudici - molti dei quali sono loro stessi ex-pubblici ministeri e perciò più propensi a offrire il beneficio del dubbio - crea un pericolo intrinseco di convinzioni sbagliate, come è accaduto nel caso di Peppi.
Il fatto che una volta l'imputato venga trovato colpevole rende quasi impossibile il rovesciamento di una condanna ingiusta, perché per dimostrare la mancanza di un "processo fondamentalmente equo e garantito dalle dovute clausole procedurali" andrebbe richiesta una dimostrazione dei processi mentali della giuria, dato che l'introduzione dei precedenti provoca un cambiamento nel suo giudizio (Darden v. Wainright, 477 U.S.168 (1968); Walters v. Mass, 45 F.3d 1255, at 1357 (9th Cir. 1995). Comunque intervistare ogni giurato non sarebbe solo costoso, ma è anche proibito in molti casi, e perciò è un compito di cui può farsi carico solo un appellante che abbia assunto un avvocato costoso. Una rarità tra i gruppi più indigenti degli imputati.
Poiché la vita e la libertà sono merci troppo preziose i precedenti dovrebbero essere applicati in maniera rigorosa, e solo in situazioni pertinenti, per preservare i nostri principi costituzionali di una giustizia ben regolata.
Quindi la Corte Suprema deve porre regole severe e precise che limitino l'uso dei precedenti contro l'imputato, e devono concedere l'indulgenza ai processi da parte di imputati che stiano ricorrendo alla corte d'appello per abuso della discrezionalità nel permettere prove che si basino su precedenti irrilevanti e pregiudiziali.
Il 2 Settembre 2000 la Corte di Appello, a seguito della ritrattazione di Frank Hidalgo e della sua confessione per l'omicidio per il quale era stato incarcerato Peppi, ha ribaltato la condanna e l'ergastolo di Peppi è stato annullato. Con ben poca consolazione la nonna di Peppi è andata a prendere le sue cose all'ufficio della prigione di Stato. Peppi era stato ucciso nella sua cella circa due settimane prima, in una struttura carceraria di massima sicurezza costruita separatamente per gli assassini. Guarda caso lui non era proprio uno di quelli.

Karl L. Guillen - Florence Marzo 2001



Karl

Questo era Karl prima del 1993, quando stava ancora in un carcere "normale", era ancora abbastanza in carne e la sua salute era abbastanza discreta; poteva anche permettersi i suoi vestiti, non era obbligato a indossare l'umiliante "tuta arancione da clown", come lui la chiama, che ribadisce l'inferiorità del detenuto e ne appiattisce la personalità. Poi abbiamo la foto del 1993, visibile nella home page, che fu scattata pochi minuti dopo l'assassinio nella mensa. Fu scattata a lui e ad altri sospettati da mostrare ai testimoni in un confronto fotografico. Paradossalmente è diventata una prova a suo favore, anche se non tenuta in considerazione, perché sottolinea la mancanza di macchie di sangue sui suoi abiti, nonostante alcune testimonianze "addomesticate" affermino il contrario. Certo è che la maniera in cui è stato ucciso l'altro detenuto e l'abbondante spargimento di sangue non potevano lasciare l'assassino così pulito come appare Karl.
Tornando alla foto qui accanto, Karl non voleva che venisse pubblicata, invece abbiamo insistito a chiedere il suo permesso. L'abbiamo voluta pubblicare perché ci sembrava appropriato metterla in una pagina dedicata ai suoi scritti, ma soprattutto perché mostra il suo aspetto possente ma anche semplice, un po' timido e impacciato; mostra il suo carattere forte ma anche franco e buono, il suo sguardo limpido e la sua immancabile penna nel taschino: la sua arma e il suo primo e più importante mezzo di comunicazione con l'esterno. Così sull'attenti come un soldato può sembrare un atteggiamento da bullo, non è vero, è solo il suo modo di muoversi. Questa e la foto della home page sono le uniche fattegli da quando è dentro, a parte quelle segnaletiche ovviamente. Questa è la più fedele a come è Karl oggi. Sono passati più di 8 anni ma il suo viso da ragazzone è lo stesso, anche se dimagrito e i suoi capelli sono spruzzati di grigio. Chissà come è riuscito ad avere il permesso per questa foto, una foto senza manette, una foto normale a una persona normale. Almeno per un momento non era più il detenuto # 77614 ma era tornato ad essere una persona con una sua dignità.

"Quassù", è solo la brezza? "Cercatemi con la mia penna e la carta che sorrido appena passato le Porte del Paradiso...
"
Le ultime parole di Karl (se il governo avrà giustiziato quest'uomo)

Da Il Tritacarne.



Dall'avvento della prigione di "supermassima" sicurezza di Marion, Illinois, nei 70, l'industria carceraria Americana ha cominciato a costruire magazzini umani altamente tecnologici con nomi quali "Special Management Unit" (SMU), or "Behavioral Treatment Unit". Questi omonimi pretendono apparentemente di giustificare la segregazione di esseri umani rinchiusi 24 ore su 24, generalmente in celle d'isolamento di 2 metri per 3, concludendo che chi è lì dentro ha bisogno di una "gestione speciale" o "trattamento comportamentale". Adesso c'è per almeno un SMU in ogni stato, ma gli abusi e gli effetti a lungo termine di tale custodia stanno cominciando a diventare indiscretamente evidenti, con grande disappunto dell'industria carceraria che per costruirli ha imbrogliato milioni di contribuenti, e continua anche tutt'oggi.
Bollati come "il peggio del peggio", i detenuti dell'SMU in Arizona vengono lasciati per anni in questo ambiente che corrode come un acido il fisico e la mente, spesso diventando
con il tempo più difficili da gestire; una profezia che si realizza automaticamente. Le corti di giustizia hanno cercato di porre dei limiti e delle regole a questo tipo di detenzione in isolamento, ma i carcerocrati anticipano i giochi inventando nuovi motivi per tenere pieni gli SMU sostenendo che: 1) il detenuto è sottoposto a indagine, 2) il detenuto è una minaccia per la sicurezza, and 3) il detenuto è membro di un gruppo (gang) che costituisce una minaccia per la sicurezza, o ne ha fatto perte in passato. Ultimamente la seconda è la più comune delle scuse e contribuisce a mantenere buone relazioni pubbliche. Ma gli effetti sono reali sia in forma psicologica che psichiatrica, non importa cos'abbia fatto una persona per essere stata messa in un SMU, e non possono essere ignorati né celati.
Studi dettagliati, incluso il più recente del Dott. Stuart Grassian (Harvard University), hanno elencato diversi effetti inquietanti comprendenti: "Distorsioni della percezione, illusioni e allucinazioni, iperreattività a stimoli esterni, attacchi di panico, difficoltà ad elaborare modelli di pensiero organizzato, pensieri invasivamente ossessivi, elucubrazioni aggressive di tipo primitivo, aperta paranoia e difficolatà a controllare gli impulsi". ("Psychiatric Effects of Solitary Confinement", Grassian, M.D.). Questi sintomi non sono mere diagnosi teoretiche fin'ora sconosciute perché il governo USA ha studiato applicazioni militari, e molto più atroci, dell'isolamento a lungo termine come strumento pr il lavaggio del cervello e per l'ipnosi. Il KGB era ampiamente conosciuto negli ambienti dello spionaggio per aver usato l'isolamento come forma di tortura, e tutti abbiamo sentito o visto i resoconti dei prigionieri di guerra sull'essere tenuti in isolamento o in punizione per giorni, talvolta per mesi. Tra il 1850 e il giorno d'oggi ci sono stati oltre un centinio di studi dettagliati che tracciano il profilo degli effetti corrosivi della detenzione in isolamento sulla psiche umana, eppure queste strutture tipo SMU continuano ad essere costruite.
Nel 1842 Charles Dickens, durante un giro nelle carceri di Filadelfia, scrisse con pathos ciò che aveva visto:
"Il sistema qui si esprime in un rigida, severa e irrimediabile detenzione in isolamento. Ogni prigioniero (...) è condotto in una cella dalla quale non uscirà mai più finché non siano scaduti i suoi termini di carcerazione. Il primo uomo che ho visto (...) rispondeva (...) sempre con una strana specie di pausa (...) come se avesse dimenticato qualcosa. C'era un marinaio (...) perché si fissa le mani e si mordicchia le dita a sangue, e alza lo sguardo per un istante (...) su queste pareti nude?"
Purtroppo questo è il punto dove ci ha portato l'industria carceraria, con molti raggiri e ricatti, indietro al 19° secolo con tutta la sua crudeltà,
solo partorita con maggior precisione e una migliore tecnologia; una nuova mano di vernice sulla stessa vecchia macchina.
E' perché l'industria carceraria becca 45-55.000 dollari per ogni detenuto nell'SMU a paragone dei 20-30.000 dollari che prende per i detenuti "generici"? E' perché si aggiunge alla propaganda della "paura" indottaci dai rappresentanti del governo che vogliono più leggi, maggiori bilanci e maggior potere? O è perché ci sono detenuti che hanno bisogno di un "trattamento speciale"? Io posso testimoniare solo per l'ultima cosa citando il mio dossier personale come prova dell'azione criminale e degli abusi dei miei guardiani. Un dossier che è disponibile sullo stesso sito Internet del Dipartimento di Correzione dell'Arizona http://www.adc.state.az.us/cgi-bin/IDetail.cgi/O045918011111 - Io non ho una storia di violenza, di disordini, di contrabbando, di droga, o qualcosa di effettivamente reale. Sono un autore pubblicato, un difensore legale e uno studente universitario. Sono stato testimone di uomini dai 14 ai 70 anni d'età mandati qui dentro per ragioni che vanno dalla birichinata all'omicidio. Sì quest'ultima accade. Questo è un carcere. E ci sono uomini che hanno realmente bisogno di un "trattamento speciale". Ma degli 800 letti dell' SMU II, solo 30 al massimo potrebbero essere riempiti con quel tipo di gente, e addirittura si avvicenderebbero dentro e fuori dopo un po'.
Comunque, celati al giudizio pubblico e giuridico ci sono i nudi fatti delle nazioni degli SMU: una media di un suicidio andato a segno ogni anno viene intrapreso e operato nel solito modo Draconiano, con diversi tentavi non dichiarati da parte di uomini che stanno impazzendo o sono già impazziti. Torture fisiche e psicologiche dilagano a tutto spiano, ma non sono solo questi "criminali" ad essere danneggiati perché anche voi venite colpiti. Ogni giorno degli uomini vengono spinti sotto la luce accecante della libertà, un sole mai visto da anni, con le guardie che tolgono le manette all'ex-detenuto e che gli richiudono il catenaccio alle spalle per paura di rappressaglie. Riportato all'istante nel pieno del flusso della vita come-voi-la-conoscete, senza un terapista che attutisca lo shock, o medicine per curare le disfunzioni organiche causate da anni di deprivazione sensoriale. Da grigie mura senza finestre alle luci abbaglianti...fino a voi.
Nella società d'oggi non sopporteremmo che un cane venisse trattato a questo modo, e ridiamo se il cane ha morso il suo offensivo padrone dopo anni di bastonate, insulti e denutrizione mentre era rinchiuso in una gabbia. Dovremmo aspettarci di meno da un essere umano che è stato trattato allo stesso modo? Ci metteremo a ridere quando lui morderà?
Marshall della Corte Suprema di Giustizia citava in Wolff contro McDonnel che "il tempo ha provato (...) che una cieca deferenza verso gli ufficiali carcerari in realtà a loro non serve". Comunque ancora una volta noi abbiamo permesso che un potere assoluto portasse ad una corruzione assoluta, cullati e spinti in un falso senso di sicurezza e in una presuntuosa pomposità dai canti di guerra dei nostri portavoce politici e dalla propaganda dei media.
Quest'unica soluzione, proposta dai nostri stessi politici che sono stati riuniti in lobby e che vengono nutriti con i grassi forzieri dei complessi dell'industria carceraria Americana, è inumana. Fa di loro gli ipocriti di "quell' America" che in apparenza appoggia la dignità della persona, ma in realtà macchia le nostre preghiere contro la tortura e la violazione dei diritti umani.
Quest'unica soluzione, con le sue conseguenze esponenziali, danneggia la vita degli esseri umani che la sopportano e danneggia la vita di coloro fra di voi tra i quali questi esseri umani verranno rilasciati. La nostra unica possibilità è di guardare oltre la cortina di ferro che drappeggia il nostro sistema penale, non importa la vergogna, rinchiudere nuovamente in un recinto ciò che abbiamo permesso vagasse libero e mettere fine ai prolungati periodi di detenzione in isolamento.

Karl L. Guillen - Florence 2001
(?)




L
'altro giorno, parlando con mia madre al telefono, mi ha detto che i nonni non avrebbero più potuto visitarmi questo Natale. Io le ho chiesto: "Va tutto bene? C'è stata un'eccezionale tempesta di neve o il "Big One" alla fine ha fatto sprofondare la California del sud nel Pacifico?"
Niente di quanto sopra e tutto ciò descritto sotto.
Pare che il Sussidio di Previdenza Sociale dei miei nonni non faccesse fronte al costo della vita moderna e i loro libretti di risparmio, dai quali arrivava denaro supplementare, erano ora vuoti. Non avevano i soldi per fare 300 chilometri. Ulteriori indagini rivelarono che loro vivevano in uno stato di povertà. Il servizio telefonico interurbano gli era stato tagliato. La base della loro dieta quotidiana era riso e fagioli. Erano prigionieri della loro piccola roulotte. E questo,
scoprimmo noi della famiglia, stava andando avanti da anni. L'orgoglio che normalmente troviamo nei nostri vecchi aveva impedito loro di dirci che stavano morendo di fame, e la nostra fiducia nel governo ci aveva impedito di interpretare quei sottili segni di povertà.
Mi presi la responsabilità di scoprire il perché di questa situazione e dopo migliaia di pagine di regolamenti, emendamenti e codici dal nome riscritto, ho ancora l'incubo dei numeri, MA ho scoperto due problemi chiave. Primo, il reale costo della vita per i cittadini che hanno diritto alla previdenza sociale non viene dichiarato. Secondo e fondamentale, abbiamo bisogno di più soldi.
In breve, il Sussidio di Previdenza Sociale viene fissato in base alle Entrate Medie Mensili Indicizzate (AIME, Average Indexed Monthly Earnings) e all'Importo Assicurativo Primario (PIA,
Primary Insurance Amount), e viene aggiustato in base all'Indice dei Prezzi al Consumatore-Urbano in salita (CPI-U, Consumer Price Index-Urban) o all'Indice Prezzi al Consumatore-Salariato (CPI-W, Consumer Price Index-Wage-earners). Detto più chiaramente: il Sussidio di Previdenza Sociale viene creato dalla media delle entrate mensili, è basato sul costo assicurativo primario e viene aggiustato ogni Dicembre sul valore nominale dell'indice dei prezzi al consumo urbano o sul valore dell'indice dei prezzi dei lavoratori o impiegati salariati. Questo, in mezzo a tutti i lacci e lacciuoli insiti nel caos burocratico, è il fondamento del sistema. E se propriamente usato, come in Finlandia, Svezia e diversi altri paesi, funziona.
Comunque in America, il Sussidio di Previdenza Sociale si incrementa in percentuale con l'Indice dei Prezzi al Consumo pubblicato ogni anno dal Dipartimento Americano del Lavoro, MA non include la reale inflazione dei prezzi che il pensionato spesso deve affrontare. Non è da meravigliarsi che le ditte che vendono in TV (telemarketing) abbiano gli anziani come obiettivo. Non è da meravigliarsi che agli anziani venga fatto pagare il 10-20% in più per comprare una macchina e prendano meno sulla sua permuta. Questo può essere un problema sociale, ma ha effetti sul reale costo della vita, e colpisce tutto, dal fare la spesa al pagare l'affitto, fino ai salari. Questo reale costo della vita non si riflette nell'Iindice dei Prezzi al Consumo e perciò il Sussidio di Previdenza Sociale non viene aggiustato di conseguenza, il che pone molti dei nostri pensionati in una posizione non invidiabile. Molti dei nostri genitori e nonni campano di riso e fagioli o sono intrappolati dalla povertà che loro accettano come motivo d'orgoglio, come se fosse l'unica maniera di essere. Abbiamo gruppi di pensionati che fanno i corrieri della droga - avete capito bene
, fanno il CONTRABBANDO DI DROGA fino al Messico, perché non sono totalmente coperti dalla Previdenza Sociale. Abbiamo anziani che sono stati spinti a fare piccoli furti come in un episodio di Seinfeld di cui abbiamo riso. Ma non c'è niente da ridere. Questi insulti hanno un effetto deleterio e degenerativo sul benessere psico-fisico di coloro che amiamo, di coloro che dovremmo avere più cari di quanto facciamo adesso.
Denaro? Sembra che i nostri politici si stiano eliminando e dilaniando fra di loro, volendo ognuno investire nel gruzzolo della sicurezza sociale da dove trarranno il maggior profitto. Eppure ci possono essere solo pochi modi per investire saggiamente il denaro della Previdenza Sociale e senza rischi. Per esempio:
1. Prestiti
A - Al Governo USA
B - Ai paesi sotto garanzia del Fondo Monetario Internazionale IMF, International Monetary Fund
C - Ad associazioni assicurate dal governo

2. Investimenti
A - Garantiti a lungo termine
B - Garantiti dal Controllo Commerciale di Stato
C - Obbligazioni garantite
Per nominare alcuni investimenti a lungo termine,
"non a rischio". Ma niente può essere fatto se i nostri dirigenti eletti non ignorano le loro tendenze egoistiche e non operano quei cambiamenti che, tutti loro concordano, dovrebbero essere attuati subito.
Nel frattempo la mia famiglia penserà al modo di far vincere un premio ai nonni perché Dio solo sa se accetterranno mai la carità. Troppo orgoglio, Signore benedicili. E dei vostri anziani che mi dite?

Indice dei Materiali della Ricerca:
Ministero
Statunitense del Lavoro - Ufficio Statistiche
Ministero
Statunitense della Sanità e dei Servizi Sociali - Amministrazione Assistenza Sociale
Nightline (Le truffe del Telemarketing)
Wall Street Journal (Investimenti)

Saggio di Karl Louis Guillen 1992 (?)





La pace può esistere solo con la tolleranza verso i nostri insuccessi, verso la nostra giovinezza e la nostra natura, e con un'accresciuta disponibilità a donare agli incolti quella conoscenza che fa parte di noi stessi.
La pace può esistere solo con la separazione della Chiesa dallo Stato, con la separazione del dogma religioso dalle passioni politiche, perché non c'è terreno comune e senza distinzione di tempo su cui questi due fattori possano coesistere agevolmente. E quando trovate questi due fattori insieme, osservate bene, scoprirete il male del Dio-Uomo e la corruzione dei moralistici Uomini di Legge. Lasciate che l'umanità adori l'anima eterea o il sole infuocato, e tutto ciò che c'è nel mezzo, ma non lasciate che nessuno ferisca qualcunaltro con questa scusa, né forzi le persone in caste e sottomissione. Non lasciate che la gente inneggi a Dio la Domenica e reclami il crimine al Lunedì.
La pace può fondarsi solo sulla civiltà quando si offre e si rispetta una vera accettazione, non influenzata da pregiudizi, religione od orgoglio. Perché questa è la tolleranza e l'indulgenza verso una persona, quando nel profondo il nostro cuore è deteriorato da pensieri inespressi e violentati. L'accettazione è guardare un essere umano e vedere un essere umano, non importa altro.
La pace può continuare solo sotto il governo di molti, ma non così tanti da creare confusione e burocrazia.
La causa di pochi è anche la causa non realizzata di tutta l'umanità. Anche adesso sorgono molte circostanze che non sono locali ma universali, attraverso le quali vengono influenzati i principi di Coloro Che Amano l'Umanità e che coinvolgono i loro affetti. Eppure noi dobbiamo lottare sotto la superficie della futile schiuma creata dalla propaganda nazionale e internazionale fino ad entrare nella luminosa verità celata dalla corruzione. Devastare un paese col fuoco e la spada, estirpando e dichiarando guerra ai naturali diritti di tutta l'umanità, è una cosa che interessa tutti noi a cui è stato donato il potere dei sentimenti. E' ripugnante per la ragione supporre che, sotto l'attuale ordine delle "solite questioni politiche",
Coloro Che Amano l'Umanità possano rimanere soggetti passivi e silenziosi? Sì, ci sono offese che non possono essere dimenticate ma che devono essere perdonate.
La pace non può esistere senza perdono. Anzi, lasciamo che la gente raccolga ciò che ha seminato, ma quando la siccità colpisce o danneggia il frutto della fatica di noi coltivatori, lasciamo che il perdono trabocchi, e l'aiuto riempia i campi vuoti, perché il Sole e la Luna che noi controlliamo ancora, e le stagioni secche sono comuni come le alluvioni.
La deterrenza e la punizione sono mali insiti nella natura, ma non lasciamo che l'uomo dia ciò senza riabilitazione, anzi che lo dia con grande autocontrollo e umiltà. Perché noi dobbiamo cercare solo il riconoscimento dell'errore, e il rimorso del gesto. Questa è giustizia.
Ricordate che noi non possiamo lasciare il rimorso sul cuore degl'innocenti, né sollevarlo dai cuori dei colpevoli.
Che non ci sia intenzione nel nostro Amore verso l'Umanità se non l'approfondimento delle nostre anime, e lasciamo che ogni individuo sia come un'isola per l'umanità, un rappresentante del nostro credo, ma che brilli luminoso come individuo. Un'anima che cresce.
spul cuore degliemember that we cannot lay remorse upon the hearts of the innocents, nor lift it from the hearts of the guilty.
Articolo scritto, riveduto e corretto da Karl L. Guillen - Florence 29 Novembre 2001





Maggio 2002


Informazioni sui recenti mutamenti di politica dell'ADOC, per denaro, prima cosa, per il potere e per opprimere e punire.

Nella 2° Unità di Trattamento Speciale (SMU II) ai detenuti generici (ala 2 & 4), circa 400, non è permesso di guadagnarsi un salario. Sono confinati per 24 ore al giorno in una cella di 2 m per 3. Tre volte la settimana vengono spogliati e perquisiti, ammanettati e incatenati e portati, a loro scelta, per un'ora di ricreazione in una stanza
in cemento, vuota di circa 3 m per 6. Gli è permessa una doccia di 8 minuti, tre volte la settimana. Sono obbligati a fare una vita sedentaria, e di conseguenza gli ha ridotto l'apporto dietetico alla razione minima consigliata (recommended daily allowance RDA). Ci sono state diverse lamentele ed è stata intentata una causa riguardante le porzioni che non seguono la "dieta carceraria" Ciò significa che agli uomini dentro non è nemmeno permessa la "dieta carceraria standard". Non v sono contatti umani, è proibito socializzare (DI140) e i detenuti possono essere puniti se parlano l'un con l'altro. Non è permessa nessuna attività artistica o manuale in cella. Niente matite colorate e nessun hobby.Libri e giornali sono ridotti al minimo nell'SMU II, proprio dove i detenuti ne avrebbero maggior necessità per occupare il tempo. C'è un rumore continuo. Non ci sono visite a contatto con le famiglie o il resto della società e le visite sono limitate a 1-2 ore ogni fine settimana e solo per visitatori con permesso. Le corti distrettuali hanno affermato che la vita nell' SMU II "è dura". Perfino il direttore Stewart ammette che le lunghe detenzioni nell'SMU II può causare danni fisici e psicologici permanenti. La maggior parte dei detenuti generici stanno qui indefinitivamente, fino alla morte o finché non vengono rilasciati.

CAMBIO DI POLITICA RIGUARDANTE: IL CIBO
I detenuti generici dell' SMU II, hanno avuto la loro dieta ulteriormente ridotta. Il Sabato e la Domenica mi sono permessi solo due pasti. All'inizio andava bene perché nei vassoi ci mettevano molto cibo. Ma ultimamente sono tornati a delle porzioni inadeguate prescritte sul menu. nell'Aprile 2002 il direttore Stewart stesso riconobbe che che il nuovo menu era punitivo e autorizzò la vendita di più articoli alimentari ai detenuti generici dell'ADOC. Ma non a quelli dell'SMU II. Ai detenuti dell'SMU II non è quindi permesso di comprare cibo. (Non è stata data nessuna spiegazione, e non ce nè una). Ai detenuti generici dell'SMU II non è quindi permesso di comprare cibo.

CAMBIO DI POLITICA RIGUARDANTE: IL VESTIARIO
I detenuti non sono tenuti a rimpiazzare i loro vestiti, ma li devono comprare nuovi, altrimenti rimangono con i vestiti sporchi. (I detenuti generici dell'SMU II non hanno il permesso di usare detergenti per lavanderia.)

CAMBIO DI POLITICA RIGUARDANTE: LE APPARECCHIATURE
Nell'Ottobre 1998, l'ADOC applicò una politica (D0909) che richiedeva l'uso, da parte dei detenuti, di apparecchi trasparenti (walkman/Tv/cuffie). Proibirono inoltre alle loro famiglie l'acquisto e la consegna di tali articoli ai detenuti delle unità dell'ADOC. L' ADOC fece dei contratti con dei fornitori di apparecchi, ma fanno pagare di più ai detenuti per apparecchi televisi . (per esempio: un "KTV" viene 166,66 all'ingrosso M&P, ma l'ADOC lo fa 190 dollari).
I walkman sono da poco e non ci si può registrare. Poi, nonostante i walkman venduti dall'ADOC abbiano un adattatore per la corrente, ai detenuti è proibito possederli, obbligandoli a usare le batterie dall'ADOC. Anche le cuffie, si sa, sono da poco: non isolano dal rumore dentro il carcere e si rompono in media ogni 4 mesi.

CAMBIO DI POLITICA RIGUARDANTE: I FRANCOBOLLI
Nel 1998 l'ADOC emise un regolamento per cui i detenuti non potevano più ricevere, francobolli, tramite posta, dalla famiglia o dagli amici. Da principio l'ADOC affermò che era per problemi di "speculazione" il che era una balla. Ora sostengono che è per "questioni di sicurezza", questo in risposta a delle mie interrogazioni derivanti dalla causa legale che ho intentato.

[...] Non avere musica, o una Tv mentre sei nell'SMU II, per un detenuto, può significare un ulteriore esacerbazione dei noti motivi di stress psicologico insiti nello stare rinchiusi per 24 ore al giorno. I francobolli, le batterie, addirittura il cibo, e il non poterlo comprare; tutte queste cose, sono strumenti che obbligano la società dei contribuenti a rifornire di soldi i conti correnti bancari dell'ADOC assegnati ad detenuti, usati poi dalla banca del carcere per raccogliere interessi (Ai detenuti non è pagato alcun interesse). Nell'SMU II non c'è nemmeno un fondo per le attività artistiche e artigianali, pure i detenuti, in realtà le loro famiglie e i loro amici, pagano per un fondo per articoli igienici e altro.
Il direttore Stewart ha sostenuto nel rapporto che ai detenuti generici dell'SMU II è proibito comprare cibo per ragioni di sicurezza, per limitare il tempo in cui il personale tiene aperto lo sportello del cibo. Questa è una balla; il personale deve comunque tenere aperto lo sportello per consegnare sapone, shampoo, e altri articoli igienici. Lo stesso tempo con o senza la vendita di cibo. In seguito il direttore Stewart ha ammesso che funzionasse anche da sanzione.
Il guadagno che si ottiene tenendo
l'SMU II pieno di detenuti è lampante nel budget dell'ADOC (vedi il sito dell'ADOC). Noterete che l'SMU II è una fonte di guadagno per l'ADOC, una delle unità più costose da gestire di tutto l'ADOC. In un anno costa di più tenere un detenuto qui che in quasi tutte le altre unità dll'ADOC. Se l'SMU II si svuotasse, allora l'ADOC perderebbe il diritto sul suo budget. Meno diritti, uguale meno soldi. Meno soldi, uguale meno potere.
L'ADOC sostiene che i detenuti generici dell'SMU II sono "membri di gang". Però, fino al 1998, quando il direttore Stewart ha cambiato politica per "sapere più facilmente se un detenuto è membro di una gang", c'erano, in Arizona, meno di 100 detenuti di cui l'ADOC avesse provato l'appartenenza. Adesso ce ne sono più di 400. La cosa triste è che 3/4 di questi detenuti non sono membri di gang, o sono persone di buona condotta che non hanno fatto nulla.

Karl Louis Guillen Maggio 2002



12 Giugno 2003

Di K.L.Guillen

In realtà questo non è "di K. Guillen" ma piuttosto da me per voi.
Come potete vedere il tribunale ha emesso un ordine perché l'ADOC restituisse la mia macchina da scrivere alle mie mani spezzate. E così vivo di nuovo, perchè io in realtà non sono veramente vivo se non posso scrivere, esprimermi ed esistere trai i miei pari. Voi. E il mio unico modo per esistere è attraverso la mia voce (che mi hanno portato via con il mio registratore) e la mia macchina da scrivere. Grazie a tutti voi che mi avete aiutato, emotivamente e finanziariamente, nonostante non potessi comunicare né ricambiare tali gentilezze tramite un'arte eloquente.
Nel periodo in cui ero senza macchina da scrivere ho lottato per continuare un appello presso la 9° circoscrizione. Non ci riuscivo e nemmeno coloro che mi aiutano sono così forti da ingaggiare un avvocato. Hanno dato forfeit al mio appello. Comunque non è tutto perduto perché attualmente ho in sospeso un processo per una causa sui diritti civili che potrebbe avere effetto non solo su questa detenzione in isolamento (10 anni adesso), ma anche su tutta la sentenza in generale. Ho contattato I'Arizona Civil Liberties Union, a causa delle mancanze di cui mi sono reso conto* all'udienza del 19 Marzo 2003 riguardante l'ordine per la restituzione della macchina da scrivere. Ho anche scritto ad altri avvocati nella speranza che qualcuno, CHIUNQUE mi possa aiutare al processo sui diritti civili, ma le mie possibilità sono quasi a zero.
L'appello per le prime cause (Vedi "Il Tritacarne") riguardanti le false accuse di aggressione è presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti, acclusa alla petizione per l'Habeas Corpus. E' stato presentato il mese scorso (Maggio 2003). Ciò rappresenta la mia ULTIMA chance.

(*All'udienza ho scoperto che i miei 10 anni in isolamento hanno influito sulla mia capacità di parlare in maniera normale e appropriata, e che il mio sistema nervoso, sottoposto a costrizione e ansia, sta inibendo le mie capacità di pensiero che normalmente erano lucide. Se non fosse stato per le radiografie e per le prove mediche che avevo spedito al Giudice, avrei perso. Credo che mi abbia aiutato anche il fatto che il medico dell'ADOC aveva tentato di mentire ma era stato sorpreso dal Giudice. Nota che tale udienza è stata fatta via telefono e che il processo in realtà avverrà DI PERSONA. Per cui, nonostante non sia un codardo, dovrò affrontare la cosa e temo che il mio corpo e la mia mente falliranno, non per difetti miei propri ma per i 10 anni senza contatti umani, senza parlare, senza toccare, senza vedere, senza niente!)

Uno dei miei romanzi in Inglese è stata appena scelto da PublishAmerica, Ma non entrano soldi se la gente non compra, e la gente non compra se non sono informati. Spero che la promozione venga intensificata, che sia un po' meglio almeno rispetto a quella di xlibris.com ("BETRAYAL OF INNOCENCE" & "THE GRINDER") la cui campagna promozionale è stata nulla. Vedremo...
Ho finito di riscrivere diverse versioni di 2 romanzi e ho proposto di scrivere per l'editore Italiano Multimage, una specie di manuale umanitario, contro la pena di morte e contro l'ingiustizia, basato su casi reali, ma scritto sotto forma di saggio diviso in capitoli, per dare al mondo una visione delle tecniche usate dal sistema "giustizia"; com'è che una persona viene incolpata, cosa si intende per "scorrettezze dell'accusa", o per "precedenti penali" o per "manomissioni medico-legali" e la lista continuerebbe. questo saggio permetterà alla gente di comprendere le trappole del sistema "giustizia Americano e di altri paesi che tollerano tali abusi, così violando l'etica secondo la quale una persona è innocente finché non è provata la sua colpevolezza. Dopo tutto C'E' un ragione per cui il mondo si è liberato dall'Inquisizione dove la morte dopo la tortura, o l'incarcerazione era una pratica accettata.
Spero comunque che possiate trovare questo libro insieme a "Il Tritacarne" e "Cinque Cose/Five Things" (Multimage), e se no le potrete probabilmente leggere qui.
Infine, la mia mano NON sta tornando alla normalità, e ciò influisce sulle mie capacità di creare materiale passabile o anche semplicemente disegni per i miei amici. Perciò sono tornato alla poesia. Ma questo mi fa impazzire e anche le mie parole, i miei sentimenti, il mio modo di esprimermi stanno diventando...Ma torniamo a noi. In Agosto potrebbe essere finita se perdo il processo, perché l'ordine per la mia macchina da scrivere non è permanente e io sono solo un profano di questioni legali. Potrei perdere per un cavillo. Speriamo che l'ACLU dell'Arizona mi rappresenti...Vedremo.
Ancora grazie per la vostra pazienza e per il vostro aiuto. Forse ci vedremo nell'Ottobre 2013. Speriamo prima.

Il vostro amico,

Karl Guillen # 77614
ASPC-Eyman/SMU II
P.O.Box 3400
Florence, AZ85232-3400
U.S.A

P.S. L'hanno pestato di brutto e hanno lasciato davanti alla mia cella una scena da dellitto. Una grossa pozza di sangue. E le risate delle guardie che gli hanno spaccato il cranio mentre era ammanettato dietro la schiena. L'uomo non piaceva a nessuno nel braccio e io lascerò il suo nome anonimo, ma è pur sempre un uomo. Un essere umano. E poiché è un essere umano deve essere trattato come tale. Eppure non stato così e io lo capisco. Sì, dopo 10 anni senza umanità io lo capisco. Anch'io posso ringhiare contro questi mostri che ricambiano ringhiando contro quegl'altri mostri. Siamo esseri umani...E' così triste, penso tra me mentre viene rimosso, legato come un maiale macellato, 5 kg di catene, portato in un posto ancora peggiore. Veniamo lasciati in silenzio. Solo il suono degli stivali, vantandosi lungo i corridoi echeggianti, e l'odore del sangue color rame. Mi mordo la lingua, esce il sangue e capisco di essere ancora umano. Sanguino.
"L'hanno pestato quel rotto in culo..."
"Non è giusto..." Aggiunge uno dei miei vicini. Potrebbe accadere a tutti noi, per qualsiasi ragione.
(7 giorni più tardi)
La guardia (guardie) indagata è stata prosciolta. Il detenuto, ammanettato, ha fatto una "mossa sospetta simile ad una tentata agressione, giustificando così..."
Vorrei che qualcuno pulisse la macchia marrone davanti alla mia cella. Vorrei...
(24 Maggio 2003; Sabato)


Venerdì 4 Luglio 2003, JACK EDWARD ETHINGTON (ADC #42225) è morto. Era solo nella sua cella , probabilmente in preda al dolore a causa di un cancro non curato grazie al rifiuto dell'ADOC. Si sono rifiutati di curarlo perchè dicevano che facesse parte di un Gruppo Socialmente Pericoloso, cioè che fosse membro di una gang. E quando dico che "era solo nella sua cella" significa che era "totalmente" solo. L'amministrazione carceraria dell'SMU II aveva messo Jack in un braccio dove era l'unico bianco, proprio come avevano fatto con me, senza nessun altro della mia razza. Diverse persone, io incluso, abbiamo provato ad essere trasferiti vicino a lui, per parlargli, fare un po' di conversazione, dargli un po' di umanità nei suoi ultimi giorni. Era pur sempre un essere umano e non era cattivo. le nostre richieste furono respinte dagli agenti del Servizio di Sicurezza, William Powell, Garcia, e dal Sergente Lamas, e senza dubbio con una certa soddisfazione da parte del Vice Direttore Conrad Luna e del Capitano della Sicurezza (non sono sicuro del suo nome).
Questa è la 5° persona che muore di cause naturali e che poteva, e doveva, essere curata ma non lo è stata. La politica dell'ADOC sostiene che i detenuti da loro ritenuti, a torto o a ragione, membri di una gang non possono ricevere licenze mediche né uscire dall'SMU per appropriate cure mediche. Se avete il cancro, o un qualche stato di salute a richio della vita e siete nella mia posizione o in quella di Jack, morirete. Se siete fortunati vi daranno degli antidolorifici, ma in genere hanno talmente paura che voi diventiate dei "drogati" che non vi danno dosi adeguate. Inoltre, ho sempre trovato strano che la gente morta fosse nel bel mezzo di una causa per i diritti umani. Non conosco il tipo di reclamo di Jack perché io sto nel braccio K (King) e lui stava nell'I (Ida), ma so che che erano gli stessi reclami della mia causa civile per i diritti umani. Io sarò il prossimo?
Oggi è l'8 Luglio 2003. Il 4 Luglio 2003 Jack Edward Ethington è stato liberato...Forse è l'unica maniera.

Karl Louis Guillen - 8 Luglio 2003






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