stampato il 07.09.2010 - www.umanisti.it

XIV. LA GUIDA DEL CAMMINO INTERNO

Se hai compreso ciò che ho spiegato fin qui, puoi sperimentare la manifestazione della Forza mediante un semplice lavoro. Collocarsi in una posizione  mentale più o meno corretta (come se si trattasse di predisporsi ad un’attività tecnica) non è lo stesso che assumere un tono ed un’apertura emotiva simili a quelli ispirati dalla poesia. E’ per questo  che il linguaggio usato per trasmettere tali  verità tende a favorire quest’ultimo atteggiamento, che pone più facilmente in presenza della percezione interna e non di un’idea sulla “percezione interna”.
Ora segui con attenzione ciò che ti spiegherò, perché si tratta del paesaggio interiore che puoi incontrare lavorando con la Forza e delle direzioni che puoi imprimere ai tuoi movimenti mentali.

“Per il cammino interno puoi andare oscurato o luminoso. Fai attenzione alle due vie che si aprono davanti a te.
Se lasci che il tuo essere si lanci verso regioni oscure, il tuo corpo vince la battaglia e domina. Allora spunteranno sensazioni ed apparenze di spiriti, di forze, di ricordi. Per quella via si discende sempre più. Là si trovano l’Odio, la Vendetta, l’Estraneità, il Possesso, la Gelosia e il Desiderio di Rimanere. Se discendi ancora di più, ti invaderanno la Frustrazione, il Risentimento e tutti i sogni ed i desideri che hanno provocato rovina e morte all’umanità.
Se spingi il tuo essere in direzione luminosa, troverai resistenza e fatica ad ogni passo. Questa fatica nell’ascesa ha dei colpevoli. La tua vita pesa, i tuoi ricordi pesano, le tue azioni precedenti impediscono l’ascesa. Questa scalata è difficile a causa  del tuo corpo, che tende a dominare.
Nei passi dell’ascesa si trovano regioni strane, dai colori puri e dai suoni sconosciuti.
Non sfuggire la purificazione che agisce come il fuoco e terrorizza con i suoi fantasmi.
Rifiuta lo spavento e lo scoramento.
Rifiuta il desiderio di fuggire verso regioni basse e oscure.
Rifiuta l’attaccamento ai ricordi.
Rimani in libertà interiore, indifferente alle distrazioni del paesaggio e risoluto nell’ascesa.
La luce pura splende chiara sulle cime delle alte catene montuose e le acque dai mille colori scendono tra melodie non riconoscibili verso altopiani e prati cristallini.
Non temere la pressione della luce che ti allontana dal suo centro ogni volta con più forza. Assorbila come se fosse un liquido od un vento, perché certamente in essa c’è la vita.
Quando nella grande catena montuosa troverai la città nascosta, dovrai conoscerne l’entrata. Ma questo lo saprai nel momento in cui la tua vita sarà trasformata. Le sue enormi mura sono scritte in figure, sono scritte in colori, sono “sentite”. In questa città si custodisce ciò che è stato fatto e ciò che c’è da fare... Ma al tuo occhio interno è opaco il trasparente. Sì, i muri ti sono impenetrabili!
Prendi la Forza dalla città nascosta. Ritorna al mondo della vita densa, con la fronte e le mani luminose.”